E quindi pare sia vero.

Il quasi ottantenne Trump vuole risollevare le sorti degli USA con una maxi convention. Il Paese gli segnala sommessamente che non è la Francia, questo non è il 1800 e non bastano le brioche a governare il Covid-19, semplicemente mai gestito e quindi fuori controllo mentre miete vittime e inginocchia il ceto medio. Nel divenire di tutto ciò, da casa, con le chiappe ben al caldo, una generazione attenziona al Mr. President che sarebbe meglio non facesse programmi sul futuro: stanti così le cose, potrebbe ritrovarsi a pensare di rendere “great again” solo la sua prostata.


HUNTINGTON, WV – AUGUST 03: President Donald J. Trump listens as West Virginia Governor Jim Justice announces that he is switching parties to become a republican during the president’s campaign rally at the Big Sandy Superstore Arena on August 3, 2017 in Huntington, West Virginia. (Photo by Justin Merriman/Getty Images)

Questi giovinotti glielo mandano a dire con precisione chirurgica, riservando al parrucchino più famoso del mondo la beffa, il giusto registro che si deve ai pagliacci. 

Hanno lasciato che suonassero le trombe, gli si gonfiasse l’ego come un palloncino mentre ridacchiavano dietro l’angolo aspettando il momento del grande splash! E poi eccolo lì, tutto solo, il Presidente della prima (?) potenza al mondo che si ritrova come la zia di Harry Potter a sorvolare il Surrey perché ha fatto incazzare quelli sbagliati.

Nuovi canali di comunicazione, dite.

A me sembra. guardando il tutto con meno indifferenza, che sia proprio una nuova civiltà quella che cresce.

Instagram e Tik Tok i luoghi globali del malaffare dove questa gioventù, questi scriteriati e incomprensibili nuovi-agers da tutto il mondo spontaneamente si attivano e beffano inarrivabili leader: che luoghi insoliti dove far nascere il senso civico, dove orientare le sorti di un Paese, non vi pare? 

Tutte quelle foto ritoccate, tutte quelle bellezze sbandierate: quanto sdegno nei nostri genitori per questa esibizione un po’ artefatta e permanente del bello, n’est pas?

Ci sembrava un posto silenzioso all’inizio Instagram, perché pieno di foto. 

E invece poi sono arrivate le stories: “ma chi se li ascolta i video più lunghi di 10 secondi?” — a ripensarci sembra da dinosauri questo commento, eppure sarà datato alla peggio 2017.

E gli influencer? Si seguono anche per la qualità del pensiero che hanno. 

Giulia Valentina fa un book club, 790 mila follower su per giù; Martina Palma, in arte Martiipal, con “soli” 70 mila parla di body positive e ride dei commenti degli haters; Giorgia Di Basilio lancia la sua società di consulenza digital dal suo profilo, 130 mila follower; Ashley Graham, 11 milioni di follower nel mondo, ogni giorno parla di corpo, di curvy, di essere belle e donne anche se non si potrebbe stare su un manifesto di Armani.

Francesca Ferragni, sorella della più famosa Chiara, ha comunque 1 milione di follower e si è specializzata cum laude, facendolo in diretta con milioni di visualizzazioni. 

Vi sembra ancora così virtuale? Così silenzioso, così superficiale, un mondo sul quale ci si confronta dicendo: “no, io quella non la seguo perché ha detto al figlio “non toccare, è da femmine”, nel 2020? Ma ti pare?”; davvero è un mondo così stereotipato quello che dice che dovremmo tutti abbracciare gli haters, capirli, invitarli alla pet therapy o che in due giorni raccoglie milioni di euro per il San Raffaele? 

A me sembra faccia rumore Federica Bevi, meglio nota come Federicola, 177 mila follower, che si scatta una foto da 8,2 mila like mettendo ben in evidenza una lunga cicatrice che ha sul torace, dicendo al mondo con il suo esempio: embè?

Mi chiedo dunque cosa ci sia di più politico di una Chiara Ferragni che risponde: “sono una donna e un’imprenditrice” a chi dice che deve coprirsi il seno perché è una mamma, come se questo fatto prevalesse su tutti gli altri fatti della sua vita.

Cosa c’è di più politico di 20 stories di Conoscounposto che intervista un ginecologo e gli pone le domande sulla sessualità che tante ragazze e ragazzi, per pudore e retaggi culturali, hanno l’audacia di pensare ma non di domandare?

Cosa c’è di più politico di una donna obesa che si mette in costume e dice al mondo: sono più di quello che vedi, e quello che tu odi è il mio tempio, e io lo amo, così com’è, imperfetto, non adeguato ai tuoi standard?

Cosa c’è di più politico, infine, dell’estetistacinica che va a vedere gli Uffizi e dice alle sue “fagiane”: studiate, istruitevi, viaggiate; o di Dario Bressanini che spiega come si comporta la scienza e invita tutti a dubitare di tutto e a darlo per falso fino a prova certa e contraria?

Trump vuole riportare l’America agli antichi fasti. Lo fa solo perchè non capisce quanto straordinari siano quelli nuovi, quelli che stanno arrivando.

L’antica Europa, da sempre più lenta e più analitica, saprà spiegare che davvero è ormai tempo di far provare chi non ha già fallito?

Generazioni di persone destinate a cose grandi per mancanza di alternative concesse dai predecessori: il futuro promette bene.

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