Roboanti pirouette; silenziosi caminetti; “all’in” con le fiches di altri; pensare di usare strategie da prima Repubblica quando non ne hanno manco l’odore; aperture o chiusure a suon di Tweet; efferata ricerca o mantenimento del “Posto al Sole”; fragorosi valzer ai piedi del Dicastero; i “forse” sono “sì” ed i “mai” forse; ambulanti che offrono corsi di “lettura tra le righe”; prove generali della poltrona (o divano) di turno. Manco dovessero comprarlo per davvero; “Programmi, chi ha detto programmi? E chi non ha detto programmi?”; malcelato opportunismo (vorrei dire politico, ma non ci sono le condizioni) che lambisce gli ormai nitidi perimetri del decadimento.

Insomma, un agosto davvero bollente per la politica nostrana e – diciamocelo
– un bel passatempo per gli opinionisti da ombrellone

Nel seguente ho provato a fare un approfondimento su quanto è accaduto nel marasma dellacomunicazione politica in quest’ultimo periodo analizzando un po’ di numeri, ma non solo.

Il vincitore in termini numerici è – senza dubbio – il neo segretario Dem Nicola Zingaretti: con una fanbase (numero di utenti che hanno messo like alla pagina Facebook) di circa 290mila persone. Questo dato è almeno 1/10 rispetto la
fanbase degli altri 2 leader (Salvini, Di Maio). Quello che interessa, però, è che il moderato democratico ha quasi raddoppiato l’engagement rate – ovvero il tasso di interazioni degli utenti rispetto ai propri post Facebook: è passato da una media (aggiornamento luglio 2019) di ca.3mila reazioni a post ad una di circa 6mila. Insomma, Bingo.

Altro dato oltremodo interessante ma tendenzialmente spiegabile è che da
quando Zingaretti ha preso il timone del Partito, che potrebbe essere definito alla deriva, o quasi – ha registrato sempre dati crescenti. Chiaro è che in
momento così “caldo” – e non solo per le temperature – l’interesse delle
persone aumenta. La pagina in questione ha una media di 2 post pubblicati al
giorno.

Arriviamo, invece, ora al “Capitano”, il tanto amato (e discusso nel contempo) leader della Lega, il numero 2 (o 1?) del Governo Giallo-Verde fino a pochi giorni fa, l’oggetto che ha reso “La Bestia” tale: Matteo Salvini. Per i comuni
mortali La Bestia nulla è che la macchina comunicativa al servizio di Salvini guidata da Luca Morisi. Talmente imponente, veemente ed aggressiva da
aggiudicarsi questo nomignolo.
Qui parliamo di un fanbase dalle dimensioni bibliche – soprattutto per una
figura istituzionale (giusto?): 3.8milioni di utenti. Il suo tasso di engagement rimane costante, la media è di circa 30mila reazioni a post. Sicuramente è da
considerare, però, un fattore non di poco valore il fatto che vengano pubblicati – in media – 5 post al giorno. Cosa significa tutto ciò? Semplice: che la distribuzione (visibilità) di ogni post è, in parte, limitata. Ergo, potrebbe fare ancor meglio.

Adesso, arriviamo alla nota dolente (comunicativamente parlando): Luigi Di
Maio, l’amatissimo (ancora?) leader pentastellato che registra un calo abbastanza discutibile: con una fanbase di 2,4 milioni di utenti ed 1 pubblicazione al giorno ha visto dimezzarsi il tasso di interazione sfiorando –
quasi – un dimezzamento della reazioni ai propri post. Insomma, una debacle
per colui che ha fatto del marketing politico la sua fortuna.

Come, ora, non analizzare il già Presidente del Consiglio, l’avvocato più amato
(almeno ultimamente) dal popolo, l’oggetto di discussione (ed amore) di tanti: Giuseppe Conte. Con una fanbase di ca. 1,2 milioni settuplica il proprio tasso di
interazione, infatti la media di reazioni ai suoi post passa vertiginosamente da 8 mila a 40mila. Un risultato da ovazione. Ha guadagnato, quindi, una scena mediatica prima offuscata dalla luce riflessa dei due vicepremier.

Vi lascio con un paio di domande (alcune retoriche, devo ammetterlo) per
stimolarvi al pensiero scevro da ogni condizionamento:

  • La comunicazione aggressiva, settorialista e che colpisce (nel bene e nel male) alcune strati sociali pensate che premia? La risposta è nei dati sopra. Sic et simpliciter
  • Cosa succede al giovante Di Maio? Ha perso un po’ di smalto oppure vi è una sorta di malcontento nelle sue ultime decisioni ed atteggiamenti?
  • La comunicazione sobria, moderata ed istituzionale di Zingaretti come mai piace?

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